INGANNI
COMUNICATO STAMPA
INGANNI
Völklingen Hütte: da dark satanic mill ad astronave turistica.
Le opere dedicate da Elisabetta Susani a questo luogo straniante si inseriscono in una personale ricerca, più che ventennale, intorno alle testimonianze materiali e immateriali dell’antropizzazione, che ha il suo fulcro nei siti considerati Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO.
Questo colossale impianto siderurgico, l’unico interamente conservato al mondo, fu il primo esempio di archeologia industriale ad essere ammesso nell’ambita World Heritage List, nel 1994.
Fondato nel 1873 nella storica regione mineraria del bacino della Saar, nel periodo del suo massimo ‘splendore’, gli anni Sessanta, impiegò fino a 17.000 lavoratori. Durante la seconda guerra mondiale, fu teatro di vicende storiche oltremodo drammatiche: oltre 12.000 Zwangsarbeiter, uomini, donne e bambini, vi furono sottoposti a lavoro forzato, in condizioni infernali. É stato accertato che almeno 60 bambini persero la vita all'interno dello stabilimento.
L’indagine visiva dell’artista, realizzata nel 2017, esplora la metamorfosi di questo illustre prodotto della prima età della macchina, da luogo di produzione e sfruttamento operaio a gettonata destinazione turistica.
Interrogandosi sul significato profondo di questa trasformazione, si configura come una caleidoscopica meditazione sulla dialettica tra memoria e rappresentazione.
I tableaux esposti sono calibrati "infingimenti" che cavalcano l'apologia estetizzante del sito, ispirata a una lucida fascinazione per la rovina industriale, di matrice piranesiana, ove “ad evocare i destini inaccettabili dell’umanità asservita, intrappolata in quella ferraglia, non restano che sparuti spettri sbiaditi”.
Proponendo una narrazione immaginifica, l’artista evoca deliberatamente la visione cinematografica che si offre ai turisti al crepuscolo, coinvolgendoci nel processo di spettacolarizzazione di un documento storico, paradigmatico della giocattolizzazione del reale e dell’ideologia della tecnica, che "ci obnubila e anestetizza”.
Straziante metafora del grande inganno che ci pervade, la colonna sonora,
ascoltabile qui
Artista poliedrica e intellettuale indipendente, Elisabetta Susani ha sviluppato un percorso originale che intreccia ricerca visiva, responsabilità etica ed estetica e riflessione teorica. Il suo sguardo interroga qui i processi di monumentalizzazione e musealizzazione della memoria collettiva, le trasformazioni del paesaggio e le contraddizioni della modernità, in un dialogo costante tra arte e pensiero critico. Tra i suoi progetti recenti: "Quotidiana Apocalisse" (Firenze, 2024) e "The Wall" (Pisa, 2023).
www.instagram.com/elisabettasusani/
www.nowherebyes.com
QUANDO
Dal 29 gennaio al 16 marzo 2025 Orari: da lunedì a domenica, dalle 09:00 alle 19:00
DOVE
Terrazza 35 del Centro Culturale
INGRESSO
Ingresso libero
PER INFORMAZIONI elisabettasusani@gmail.com
PRESS RELEASE
MACHINATIONS
Völklingen Hütte: from “dark satanic mill” to tourist spacecraft.
The works dedicated by Elisabetta Susani to this discombobulating place are part of a personal research spanning more than twenty years, focused on the tangible and intangible testimonies of anthropisation, which has its core in the sites designated as UNESCO World Heritage.
This colossal steelworks, the only one fully preserved in the world, was the first example of industrial archaeology to be admitted to the coveted World Heritage List in 1994.
Founded in 1873 in the historic mining region of the Saar basin, during its period of greatest 'glory', the 1960s, it employed up to 17,000 workers. During Second World War, it became the theatre of extremely dramatic historical events: over 12,000 Zwangsarbeiter, men, women and children, were subjected to forced labour under hellish conditions. It has been ascertained that at least 60 children lost their lives within the plant.
The artist's visual investigation, carried out in 2017, explores the metamorphosis of this illustrious product of “the first machine age”, from a site of production and workers' exploitation to a popular tourist destination.
Questioning the profound significance of this transformation, it emerges as a kaleidoscopic meditation on the dialectic between memory and representation.
The exhibited tableaux are calibrated 'artifices' that ride the aestheticizing apologia of the site, inspired by a lucid fascination for industrial ruins, of Piranesian matrix, where “to evoke the unacceptable destinies of subjugated humanity, trapped in that scrap metal, all that remains are scattered, faded spectres”.
Proposing an imaginative narrative, the artist deliberately evokes the cinematic vision offered to tourists at twilight, involving us in the process of spectacularisation of a historical document, paradigmatic of the toyification of reality and of the ideology of technology, which 'obnubilates and anaesthetises us’.
A harrowing metaphor of the great deception that pervades us, the musical accompaniment, which can be
listened to here.
A multifaceted artist and independent intellectual, Elisabetta Susani has developed an original path that interweaves visual research, ethical and aesthetic responsibility, and theoretical reflection. Here, her gaze questions the processes of monumentalisation and musealisation of collective memory, the transformations of landscape and the contradictions of modernity, in an ongoing dialogue between art and critical thought.
Among her recent projects: 'Quotidiana Apocalisse' (Florence, 2024) and 'The Wall' (Pisa, 2023).
www.instagram.com/elisabettasusani/
www.nowherebyes.com
WHEN
From January 29th to March 16th, 2025
Opening hours: Monday to Sunday, 9:00 AM to 7:00 PM
WHERE
Cultural Centre, Terrace 35
ADMISSION
Free entry
FOR INFORMATION elisabettasusani@gmail.com